Endodonzia

Endodonzia

Si tratta della cura dei canali radicolari, dove si trova la polpa del dente.

Previo isolamento del dente con diga, un trattamento endodontico è costituito essenzialmente da tre fasi: 
1)  la sagomatura, ossia lo svuotamento completo del contenuto dei canali e la loro strumentazione con l'ausilio di acido etilendiaminotetracetico (EDTA);

2) la detersione, ossia il lavaggio del sistema canalare con ipoclorito di sodio al 5%;


3) l' otturazione canalare, ossia il riempimento tridimensionale dei canali mediante un cemento e un materiale termoplastico (guttaperca) riscaldato. 

Il trattamento è reso necessario da una carie che ha raggiunto la polpa vitale (si parla di devitalizzazione) oppure dalla presenza di una polpa morta (necrosi) per trauma o per una precedente otturazione molto profonda o ancora per una carie penetrante presente da tempo (in questi casi si parla di terapia canalare); un terzo motivo può essere un dente già devitalizzato ma incongruamente, per cui è necessaria una nuova cura canalare (che si definisce ritrattamento canalare).

Negli ultimi due casi può essere presente un granuloma (cioè tessuto infiammatorio attorno all'apice della radice) o addirittura una cisti. Una terapia endodontica corretta è in grado di guarire entrambe queste lesioni in una buona parte dei casi. Quando la guarigione non avviene, si deve ricorrere all'asportazione della punta della radice (apicectomia) e del tessuto infetto per via chirurgica retrograda.

Esistono inoltre casi in cui può rendersi necessario devitalizzare un dente per necessità ricostruttive di protesi o per un'eccessiva sensibilità agli stimoli termici (dolore al caldo e al freddo).